Libero – Agon WWII

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Libero è un personaggio pregenerato aggiuntivo per Agon WWII. Sarà ufficialmente disponibile con la sua Scheda in formato maxi e in edizione speciale per San Marino Comix 2015, seguendo la mia volontà di rendere omaggio all’omonima Repubblica, la mia casa e il paese dove ho le mie radici, la mia famiglia e moltissimi dei miei più cari amici. Ovviamente, per chi lo volesse, la Scheda sarà presto disponibile online sul Blog di Musha Shugyo! Buona lettura! ;D

AgonWWII_Musha_Shugyo_Libero

  • Nazione: Serenissima Repubblica di San Marino
  • Nome Completo: Libero “Genga” della Valle
  • Età: 38 anni
  • Altezza: 1.82 m
  • Peso: 110 kg
  • Character Track: Blind Guardian – Fly

Stile

Nessuno. Il corpo umano è naturalmente portato all’autodifesa per tutelare la propria sopravvivenza, e sebbene molti abbiano codificato infiniti metodi per disciplinare e migliorare questa capacità naturale con le arti marziali, la capacità di colpire e incassare i colpi è una dote condivisa da tutti gli esseri umani, sfruttando la propria struttura ossea come corazza e i propri muscoli come arma. Ovviamente ci sono uomini e donne particolarmente dotati in questo campo, con caratteristiche fisiche straordinarie in grado di mettere in difficoltà ogni avversario, a prescindere dall’effettiva capacità combattiva. Questo è il nostro caso.

Background

La storia degli esseri umani è piena di casi incredibili e individui straordinari. Rarissimi privilegiati dalla natura e dall’evoluzione, in grado di compiere imprese per altri impossibili grazie ai loro talenti o ai vantaggi collaterali di sindromi e mutazioni. Libero nacque nella piccola Repubblica di San Marino e visse un’infanzia serena e dignitosa pur nella diffusa povertà contadina di quel piccolo fazzoletto di terra così spesso dimenticato dai grandi flussi della Storia (e ben contento di esserlo). A sette anni, mentre giocava nelle cave di pietra del monte Titano con i suoi amici, una frana rivelò a tutti i suoi compratrioti lo straordinario talento di cui era dotato.

Venne recuperato sotto tonnellate di macerie dopo tre giorni interi di scavi trascorsi senza poter bere o mangiare; era riuscito a scavarsi in gran parte la strada da solo usando solo le unghie e i denti contro i detriti, e sebbene quasi in fin di vita, riuscì a piangere di paura quando venne finalmente salvato. Come se non bastasse, nessun osso del suo corpo era minimamente danneggiato, sebbene le ferite superficiali rivelassero forti colpi al cranio e a tutti gli arti. Solo la disidratazione e la carenza di ossigeno sembravano averne provato il pur giovanissimo fisico.

Il medico di Città di San Marino (la capitale della Repubblica) lo visitò immediatamente, diagnosticandogli con enorme stupore una forma straordinaria, e fino ad allora passata inosservata, di ipermineralizzazione delle ossa. Le cellule del suo corpo adibite alla generazione di quel tessuto, gli osteoblasti, lavoravano in modo estremamente performante, tanto che già a quella tenera età il suo picco di massa ossea era triplo rispetto a quello normale di un uomo adulto.

In un paese piccolo le persone mormorano, e poiché non di rado crescendo Libero vinceva con facilità disarmante qualsiasi scontro fisico che lo coinvolgesse, più o meno serio che fosse, iniziarono a chiamarlo “Genga”, un soprannome dialettale che significa “duro come una collina”. All’età di 16 anni aprì una piccola bottega di scalpellino nel “castello” (una specie di “comune” all’interno di San Marino) di Fiorentino e iniziò a lavorare alacremente e con passione. Amante del buon vino e scapolo incallito, terminato di lavorare usava recarsi nelle locande per inebriarsi dell’ottimo vino dell’argillosa terra della Repubblica e per lasciarsi andare a canti conviviali assieme ai propri amici e chiacchiere sui raccolti e le vendite. Una vita placida e di sereno lavoro nella Repubblica sulla cima del monte Titano, fino a quando i venti della Storia non travolsero quella quotidianità con le fiamme della Guerra.

Dopo quasi 1700 anni di democrazia ininterrotta, il colpo di stato di Mussolini in Italia spinse San Marino a creare un governo fascista sullo stesso stile di quello italiano, con l’obiettivo primario di rendersi amico il nuovo dittatore, che visiterà la Repubblica nel 1926, e seguendo quella costante politica di amicizia con l’Italia che la spinse ad accogliere e proteggere Garibaldi, l’Eroe dei Due Mondi, in un difficile momento della storia della penisola. Tale governo era tuttavia prettamente “di facciata”, tanto che la Repubblica si dichiarò neutrale allo scoppio delle ostilità fra Asse e Alleati e le antichissime e nobili figure dei Capitani Reggenti, i due Capi di Stato eletti ogni sei mesi che svolgono la funzione condivisa di più alti rappresentanti della Res Publica, conservarono in modo “non ufficiale” molta della loro autorità persino sul presidente del partito fascista sammarinese.

Libero, come tantissimi altri sammarinesi, ben presto si trovò ad avere a che fare con l’incredibile ondata di rifugiati politici, perseguitati e membri di “razze inferiori” che sempre più venivano discriminati e ostracizzati dal regime fascista italiano e dai loro alleati nazisti.
Ma anche in questa occasione le millenarie virtù umane e di amore per la pace scritte sulla pietra e nel cuore dei devoti figli di Marino, Padre della Patria, Santo della Chiesa Cattolica e Fondatore della Repubblica, generarono una reazione incredibile: il governo “amico dell’Asse” instaurò una “legge razziale” di facciata per compiacere Hitler e Mussolini ma iniziò sistematicamente ad accogliere ed assistere ogni profugo che cercasse rifugio nel territorio ancora libero e inviolato della Repubblica, in una massiccia campagna di accoglienza e opera di nascondimento senza precedenti o similitudini durante la guerra con nessun altro paese europeo, e di cui il popolo ebraico fu uno dei principali beneficiari.

Centinaia, migliaia di profughi trovarono rifugio dalla guerra e dalla persecuzione nelle case e nelle chiese di San Marino, venendo nutriti e assistiti dagli stessi cittadini. Libero accolse nella sua piccola dimora un’intera famiglia di ebrei dalla vicina Rimini, senza farsi domande, conoscendo quasi niente e spezzando il suo poco pane per nutrirli con modestia e gentilezza. Fu grazie a loro che venne a sapere della terribile situazione italiana, ma cosa avrebbe mai potuto fare? I sammarinesi sono un popolo che ama la pace, la vita tranquilla, la propria famiglia, le proprie millenarie tradizioni e i propri amici, mai nella loro Storia avevano dovuto affrontare una minaccia così forte e vicina.

Il Popolo arrivò a San Marino in un giorno assolato, presentando il proprio Araldo ai due Capitani Reggenti Settimio Belluzzi e Celio Gozi mentre erano in riunione con il Consiglio Principe e Sovrano della Repubblica. Dissolta la luce che avvolgeva l’Araldo e calmato il panico diffuso dall’improvvisa e sovrannaturale apparizione, i Reggenti si trovarono dinanzi ad una scelta difficile.
Scavando negli antichissimi Archivi dello Stato, su pergamene scritte secoli or sono, trovarono le arcaiche prove del fatto che sempre la piccola Repubblica era stata chiamata a partecipare segretamente al grande torneo in tutte le sue edizioni, ma che sempre aveva rifiutato, preferendo la modesta piccolezza ad una rischiosa gloria, come del resto anche Napoleone scoprì quando si vide gentilmente rifiutato dai sammarinesi il regalo dell’intera zona di Rimini a beneficio territoriale della Repubblica.

Fu l’ambigua quanto carismatica figura del Presidente del Partito Fascista Sammarinese Giuliano Gozi a proporre ai Reggenti, per questa singola volta, di accettare la partecipazione. Mandante di numerose violenze contro i socialisti sammarinesi e promotore della legge razziale, ma anche dell’ “Accordo di Amicizia e Buon Vicinato” con l’Italia, Giuliano era eminentemente il politico più forte della Repubblica e sapeva bene dove andare a trovare il suo campione.

Libero venne avvicinato dai Capitani Reggenti mentre era al lavoro, con loro era presente anche Giuliano e numerosi gendarmi.
Sebbene non amasse affatto la politica, egli ben sapeva che la presenza delle più alte cariche della Repubblica nella sua casa poteva significare solo guai per lui e soprattutto per la famiglia che ospitava. Ma quando i gendarmi si avvicinarono sospettosi a Lucia, la ragazza che spesso aiutava Libero con il suo lavoro e figlia degli ebrei che aveva in casa, fu Giuliano stesso a fermarle con un tono che non ammetteva repliche, ignorando palesemente gli “ospiti” di Libero finché non si allontanarono.

Senza attendere oltre e ignorando il nervoso stupore di Libero, prese la parola e gli spiegò la situazione nel dettaglio, proponendogli di essere lui il primo Campione della Storia della Repubblica, per la gloria del Fascismo e affinché nessun altro vincitore potesse minacciare l’indipendenza di San Marino con il potere ottenuto dal Popolo.

Libero, trascinato dal pensiero di poter far terminare la guerra con le sue mani, accettò e così conobbe anche colei che sarebbe divenuta la sua Patrona: Aramil, Stella Rubino di Ganimede. La Repubblica, per la prima volta da secoli, entrava in guerra.

Cosa pensa di…

  • Regno d’Italia: “I nostri fratelli sfortunati: abbiamo anche noi il Fascismo, per carità non è che mi piaccia, ma gli italiani prendono sempre troppo sul serio questo genere di cose.”
  • Impero del Giappone: “Mah, se devo essere sincero so solo che sono nell’Asse, come circa noi.”
  • Città del Vaticano: “Un santo della Chiesa ha fondato il mio paese e ci ha dato delle leggi eterne, che proteggono tutti e aiutano tutti.”
  • Impero Britannico: “Non so come si comporteranno con noi, se ci considerano nemici o meno.”
  • Stati Uniti d’America: “Molti sammarinesi ci sono emigrati per trovare lavoro, spero solo che almeno loro vogliano la pace.”
  • Francia Libera: “Ho visto delle foto bellissime della Francia nelle case dei miei clienti ricchi, peccato che Hitler l’abbia distrutta completamente.”
  • Cina Libera: “Boh, non sono giapponesi?”
  • III Reich: “Quella gente è crudele, malvagia. Io sono solo un povero ignorante ma li vedo subito i mostri: loro lo sono.”
  • Unione Sovietica: “Comunisti gente strana, secondo me sono uguali a tutti gli altri. Non esiste una buona idea che valga una persona morta.”
  • Khan Shao: “Non è possibile.”
  • Repubblica di San Marino: “Né schiavi né padroni di alcuno.”

Ascesi

“Da quale parte dovrei schierarmi in questo Torneo?”
“Quali sono le reali intenzioni di Giuliano?”
“Come posso ricambiare l’affetto di Lucia? Il mio sangue potrebbe essere avvelenato dalla nascita…”
“In cosa la mia gente può brillare davanti a così tante nazioni potenti?”
“Cosa mi ha davvero spinto ad accettare questa follia che chiamano Agon?”
“Sono un mostro, un anormale, o i miei talenti hanno uno scopo superiore?”
“Cosa significa Libertà?”


Ruoli

Patrono: Aramil, Stella Rubino di Ganimede
Stemma: Giuliano Gozi, Presidente del Partito Fascista Sammarinese e responsabile della delegazione sammarinese ad Agon.
Cuore: Lucia Ferrara, ragazza diciannovenne di origini ebraiche, accolta da Libero nella sua casa assieme alla famiglia e segretamente innamorata di lui. Ha insistito talmente tanto ad accompagnarlo che nessuno è letteralmente riuscito a fermarla.
Seguace: Luigi Morganti, dipendente della Segreteria (Ministero) degli Affari Esteri della Repubblica di San Marino e amico d’infanzia di Libero, tanto da volerlo accompagnare per poter badare a Lucia nel caso succedesse qualsiasi cosa.
Comparse: 15 soldati della Milizia Confinaria, 5 Gendarmi, 1 medico, tutti al comando di Giuliano Gozi.

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