Augusta Universalis – Roma

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“Io… non ho mai voluto questa corona.
Non so perché mio padre ha voluto lasciarla a me
e non a mia sorella, che davvero la meritava.
E tanto di più.

Ma ora che sono qui: aiutatemi.
Aiutatemi a salvare tutto quello che abbiamo

di bello e di giusto nel nostro mondo.
Salviamo assieme la nostra gente.

Salviamo assieme la Pace nella Galassia.”

Livia Comnena Akiko Augusta,
Estratto dal Discorso ai Cesari
in occasione dell’Incoronazione.

rome

 

Livia Comnena Akiko Augusta, la Principessa dagli Occhi Verdi, è la oggi sedicenne figlia adottiva dei defunti sovrani Eraclio Comneno e Alessia Sophia, la coppia imperiale da poco scomparsa per colpa di un vile assalto a tradimento del Grande Regno Sserath contro le colonie degli anelli esterni.

O almeno così quasi tutti credono.

Livia è però convinta che sia andata diversamente.
Spinta dai sogni strani e premonitori che aveva fin da piccola, è spinta a credere che non sia stata colpa dei rettiloidi Sserath, ma di una minaccia molto più grave e profonda: una nuova generazione di Troni Oscuri, più forti, intelligenti e portatori di una capacità distruttiva senza precedenti, erroneamente attribuita ai nemici storici della razza umana.

Per questo motivo, dopo aver asciugato le lacrime mentre i grandi Filosofi cingevano il suo capo con la Corona Adamantio, dichiarò una politica di riconciliazione, pace e avvicinamento ai Sserath senza precedenti nella Storia dei rapporti fra l’Impero e il Grande Regno, ampliando le libertà di controllo e di azione dei Cesari suoi sottoposti affinché ciascuno di essi potesse trovare il proprio modo per allestire una difesa efficace contro qualsiasi cosa si stia avvicinando, strisciante e sconosciuto, dalle profondità degli Anelli Esterni.

Bastò questo a scatenare la Guerra delle Aquile.

Augusta_Universalis_GDR_AkikoSua sorella e suo cugino, la Basileia di Bisanzio e lo Zar dell’Unione degli Imperi Zaristi Sovietici, decisero che non avrebbero offerto la pace a coloro che avevano ucciso non solo la coppia imperiale, ma anche milioni di coloni. E questa guerra perdura ancora oggi, con conseguenze ogni giorno sempre più devastanti.

Solo suo nonno Ottone del Sacro Romano Impero, padre di Alessia Sophia e unico Kaiser della tecnoteocrazia Europa, ha deciso di crederle e di combattere per lei contro Bisanzio, la Rus’ e il Cathai. A tutti gli altri fu offerta la possibilità di restare neutrali. Prontamente accettata.

Piccola di statura, esile e sottile nel fisico, forse ancora troppo giovane per il peso dell’Imperium supremo, ma dotata di una grazia, purezza e dolcezza che spinge umili contadini e potenti politici ad inginocchiarsi ugualmente dinanzi a lei, Livia ha deciso di rispondere alla guerra limitandosi a difendere i suoi domini, senza contrattaccare nemmeno quando i suoi generali vedono fruttuose occasioni per colpire il nemico nelle sue città scoperte e gremite di civili inermi. Una strategia attendista che, per il momento, sembra funzionare.

Grazie a numerosi tagli ai latifondi delle ricchissime e antichissime Gentes (stirpi) aristocratiche, Livia ha potuto diminuire i Tributi che i Cesari erano periodicamente costretti a versare nelle casse di Roma, a patto che tali nuovi fondi venissero spesi per l’aumento del tenore di vita della popolazione e in cospicui investimenti in ricerca militare e scientifica nel combattere le aberrazioni biomeccaniche conosciute come Troni Oscuri. Questa politica ha fruttato all’Impero un aumento consistente delle conoscenze su questi mostri divoratori di pianeti, ma anche la forte inimicizia dei più ricchi sostenitori della potenza di Roma: nei salotti dorati delle ville decorate da affreschi e statue, non sono in pochi ormai coloro che sussurrano il nome della Loggia Repubblicana, una società segreta di ricchi nobili, ispirata agli antichi ideali della Repubblica e che vuole ristabilire il potere illimitato del Senato, deponendo ora e per sempre la tirannide visionaria degli Augusti.

Sebbene naturalmente dotata in politica, Livia non è assolutamente una guerriera: fin da piccola amava la poesia, la lettura e la musica ed è cresciuta, orfana come tante altre, assieme ai fanciulli ospitati dai Filosofi del Tempio della Famiglia Imperiale, nel lontano Impero del Crisantemo dove Alessia Sophia vide per la prima volta i suoi occhi verdi, caratteristica quasi impossibile da ritrovare negli umani appartenenti alle etnie asiatiche, un segno profetico di futura gloria e fortuna.

La sua Technolorica è in assoluto la più avanzata mai costruita dall’Ordo Minervae, composta non da placche di Titanite e leghe Augmentate, ma da sottili e invisibili barriere energetiche che rifrangono ogni assalto trasformando l’energia in spettacolari giochi di luce abbagliante, colpendo l’avversario con potenti archi galvanici. Solo una volta Livia fu costretta a usarla.

Oltre gli intrighi della politica e della Guerra delle Aquile, al di là dell’avidità dei governatori di pianeti lontani e oltre le razze aliene che osservano le sue mosse e ammirano il suo coraggio, l’intero destino dell’Umanità e forse della Vita stessa nella Galassia poggia su colei che, sola anche nelle folle dei suoi sostenitori, incarna quella Maestà Eterna creduta morta e oggi rinata.

All’alba di una nuova Era, Roma ancora saluta la sua unica, vera Augusta.

L’Imperatrice Bambina.


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PH Credits:

Girl Picture

Rome Flag

Hyperion by ClintCearly

 

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